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Vittorio Bachelet nasce il 20 febbraio del 1926 a Roma, da Giovanni e Maria Bosio, è l'ultimo di nove fratelli.
Iscritto giovanissimo all'Azione Cattolica, negli anni del liceo classico è coinvolto nelle attività della Congregazione mariana guidata dal cardinal Massimo Massimi
si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza, dove inizia il suo impegno all'interno della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana).
Diverrà condirettore di
"Ricerca", il periodico della federazione universitaria. "I rapporti fra lo Stato e le organizzazioni sindacali". L'anno seguente è assistente volontario presso
la cattedra di Diritto
amministrativo.
di “Civitas”, rivista di studi politici
diretta da P.E. Taviani.
dalla quale avrà due
figli: Maria Grazia nel '52 e Giovanni nel '55. e in Istituzioni di diritto pubblico, insegna presso l'Accademia e Scuola di applicazione della Guardia di Finanza,
e presso la facoltà di
Giurisprudenza di Pavia Viene nominato da Giovanni XXIII vicepresidente dell'Azione Cattolica Italiana nel giugno del 1959, cinque anni dopo ne sarà presidente generale.
La sua carriera di professore lo porta ad insegnare prima all'Università di Scienze Politiche di Trieste, poi Libera Università internazionale di studi Pro Deo.
Nel 1973, concluso il lungo periodo alla guida dell'Azione Cattolica (tre mandati), viene nominato vicepresidente della commissione pontificia per la famiglia, del comitato italiano per la famiglia,
della Commissione italiana Justitia et Pax. presso la facoltà di Scienze politiche dell'Università di Roma "La Sapienza", nel 1976 viene eletto, prima a Roma come Consigliere comunale,
poi come
vicepresidente del Consiglio superiore della
Magistratura. al termine di una lezione universitaria. |
![]() la lettura penetrante dei fatti, la capacità di vivere la fede con gioia e con impegno, di sognare il futuro, l’appassionato impegno civile, politico e religioso, lo sforzo culturale visto come opportunità e strumento per leggere i segni dei tempi ed essere nel mondo in modo vigile, attento a valutare i problemi e a proporre soluzioni… Tutto questo fu Vittorio. Fu ucciso in nome di quei valori laici di libertà e democrazia, di giustizia e di pace per i quali aveva operato. |