Lettera ai giovani sulla Pace

A cura delle aggregazioni giovanili di “Sentinelle del Mattino”

Beati i miti, perché erediteranno la terra.

Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati.

Beati i costruttori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.

 (Mt 5, 5ss)

 

 

Cara Maria, Caro Paolo,

ti scriviamo personalmente e vorremmo che dietro questi nomi leggessi il tuo. Ti scriviamo scegliendo la strada del dialogo personale e diretto, perché non possiamo tacere in un momento come questo. E ti scriviamo anche se il tuo pensiero può essere diverso dal nostro, ma stiamo vivendo giorni difficili e tristi. Stiamo vivendo giorni difficili e tristi. Giorni in cui il termine “guerra” è tornato ad abitare la nostra quotidianità. Alcuni parlano di una guerra necessaria per liberare un popolo oppresso. Altri sono arrivati a definirla generosa. Altri ancora, con inquietante franchezza, la chiamano preventiva. Quasi che l’arma della legittima difesa possa essere brandita contro le sole, eventuali, intenzioni del nemico.

 

Noi la chiamiamo guerra della paura. Siamo invece convinti che ci vuole il coraggio di scegliere la pace, cioè dare speranza offrire opportunità, rendere accessibili per tutti cibo, casa, scuola, cure mediche e lavoro. Non possiamo accettare un mondo in cui tre miliardi di persone, la metà della popolazione mondiale, vive con meno di due dollari al giorno.

 

Costruire la pace significa lavorare per la giustizia, affrontando la questione dei rapporti economici, degli aiuti allo sviluppo, delle regole del commercio internazionale. Lavorare per la giustizia significa fare una politica che dia regole e istituzioni internazionali democratiche ed eque.

 

Costruire la pace significa lavorare per la verità. Non scegliere mai la violenza o la protesta fine a se stessa. Non stancarsi mai di approfondire, non accontentarsi di uno slogan, ma guardare ad ogni persona come ad altri noi stessi, da rispettare, ma soprattutto da incontrare, da perdonare e da amare, sempre. Significa anche cercare informazioni non di parte. Guardate con occhio critico e attento il vostro quotidiano, sappiate leggere con attenzione le dinamiche del mondo, non lasciatevi ingannare da chi promette la pace con i mezzi più terribili di distruzione e morte.

 

Costruire la pace significa lavorare per la libertà. La libertà di tutti e di ciascuno e rifiutare fermamente ogni violenza, intimidazione, costrizione, quella dei regimi totalitari, come quelle delle mafie nostrane.

 

Costruire la pace significa amare. È per questo che in cima a questa lettera abbiamo messo le parole rivoluzionarie del Vangelo. Sono difficili da seguire, è vero, ma sono l’unica via che permetta la vita.

 

I costruttori di pace stanno agendo. La pace si costruisce ogni giorno e moltissimi sono già all’opera, nelle proprie famiglie e nelle città, nel proprio quotidiano, nelle piccole cose.

Il Papa ha inviato il cardinale Etchegaray a Baghdad rafforzando la via del dialogo. Altri sono impegnati dare centralità alle Nazioni Unite, l’unica istituzione in grado di dare una legittimazione giuridica all’uso della forza nell’ambito della tutela della pace e delle persone.

Molti mettono bandiere di pace o lenzuola bianche alle finestre. Molti, domani sabato 15 febbraio cammineranno insieme in tantissime città del mondo per domandare la pace. Molti infine stanno pregando, con il Rosario, raccogliendo l’invito del Papa.

Guardatevi intorno, aprite gli occhi e scegliete il vostro personale modo di dire che non volete questa guerra, che non volete ogni guerra e volete la Pace.

Non vi chiediamo di partecipare solo ad una iniziativa, vi chiediamo di vivere con consapevolezza la cultura di pace che si è diffusa da quando alla fine della seconda guerra mondiale si levò il grido mai più la guerra.

Maria e Paolo, la Pace vi riguarda! Dunque... In piedi, costruttori di pace! È tempo di mettersi in cammino. È tempo di camminare insieme. È tempo di gridare la speranza.

 

 

Azione Cattolica Italiana

La presidente nazionale Paola Bignardi

 

Agesci

I presidenti nazionali Grazia Bellini e Gino Lacagnina

 

Movimento giovani per un mondo unito

 

Movimento Giovanile Salesiano

La Consulta Nazionale Italia

 

FUCI

Presidenza nazionale

 

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

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