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venerdì 2 gennaio 2009
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COMBATTERE LA POVERTÀ, COSTRUIRE LA PACE
Dal 1968, anno in cui papa Paolo VI istituì la giornata mondiale per la pace, la Santa Sede invita ‘tutti gli uomini di buona volontà’ a riflettere sul prezioso bene della pace. Quest’anno papa Benedetto XVI ci sollecita alla riflessione con il messaggio ‘Combattere la povertà, costruire la pace’.
In apertura del messaggio papa Benedetto XVI invita a riflettere sulle ripercussioni negative che la situazione di povertà di intere popolazioni finisce per avere sulla pace. Basti pensare ai conflitti in Medio Oriente oppure in Africa per comprendere il peso della povertà sull’instabilità di molti territori, tanto da compromettere un progresso armonico della comunità mondiale: “In questo contesto, combattere la povertà implica un'attenta considerazione del complesso fenomeno della globalizzazione. Tale considerazione è importante già dal punto di vista metodologico, perché suggerisce di utilizzare il frutto delle ricerche condotte dagli economisti e sociologi su tanti aspetti della povertà. Il richiamo alla globalizzazione dovrebbe, però, rivestire anche un significato spirituale e morale, sollecitando a guardare ai poveri nella consapevole prospettiva di essere tutti partecipi di un unico progetto divino, quello della vocazione a costituire un'unica famiglia in cui tutti – individui, popoli e nazioni – regolino i loro comportamenti improntandoli ai principi di fraternità e di responsabilità”. In questa dimensione il Papa offre un’ampia visione, in quanto la povertà causa anche fenomeni di emarginazione, povertà relazionale, morale e spirituale, perché “quando l'uomo non viene considerato nell'integralità della sua vocazione e non si rispettano le esigenze di una vera ‘ecologia umana’, si scatenano anche le dinamiche perverse della povertà, com'è evidente in alcuni ambiti sui quali soffermerò brevemente la mia attenzione”. La prima causa di povertà è legata allo sviluppo demografico: “In conseguenza di ciò, sono in atto campagne di riduzione delle nascite, condotte a livello internazionale, anche con metodi non rispettosi né della dignità della donna né del diritto dei coniugi a scegliere responsabilmente il numero dei figli e spesso, cosa anche più grave, non rispettosi neppure del diritto alla vita. Lo sterminio di milioni di bambini non nati, in nome della lotta alla povertà, costituisce in realtà l'eliminazione dei più poveri tra gli esseri umani”. Un’ulteriore causa sono le malattie pandemiche, quali malaria, Aids, tubercolosi…, che si combattono solo mettendo a disposizione campagne di educazione responsabile e medicine adatte: “Occorre poi mettere a disposizione anche dei popoli poveri le medicine e le cure necessarie; ciò suppone una decisa promozione della ricerca medica e delle innovazioni terapeutiche nonché, quando sia necessario, un'applicazione flessibile delle regole internazionali di protezione della proprietà intellettuale, così da garantire a tutti le cure sanitarie di base”. Il terzo ambito riguarda la povertà dei bambini: “Considerare la povertà ponendosi dalla parte dei bambini induce a ritenere prioritari quegli obiettivi che li interessano più direttamente come, ad esempio, la cura delle madri, l'impegno educativo, l'accesso ai vaccini, alle cure mediche e all'acqua potabile, la salvaguardia dell'ambiente e, soprattutto, l'impegno a difesa della famiglia e della stabilità delle relazioni al suo interno”. Un ulteriore ambito è la relazione esistente tra disarmo e sviluppo: “Suscita preoccupazione l'attuale livello globale di spesa militare… E questo va contro quanto afferma la stessa Carta delle Nazioni Unite, che impegna la comunità internazionale, e gli Stati in particolare, a ‘promuovere lo stabilimento ed il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale col minimo dispendio delle risorse umane ed economiche mondiali per gli armamenti’ (art. 26)”. Un ultimo elemento è la crisi alimentare: “Tale crisi è caratterizzata non tanto da insufficienza di cibo, quanto da difficoltà di accesso ad esso e da fenomeni speculativi e quindi da carenza di un assetto di istituzioni politiche ed economiche in grado di fronteggiare le necessità e le emergenze. Queste sono le cause che ostacolano il progresso della pace ed il Papa richiama alla solidarietà come ‘codice etico comune’: “Da tutto ciò emerge che la lotta alla povertà richiede una cooperazione sia sul piano economico che su quello giuridico che permetta alla comunità internazionale e in particolare ai Paesi poveri di individuare ed attuare soluzioni coordinate per affrontare i suddetti problemi realizzando un efficace quadro giuridico per l'economia. Richiede inoltre incentivi alla creazione di istituzioni efficienti e partecipate, come pure sostegni per lottare contro la criminalità e per promuovere una cultura della legalità”. Quindi per il Papa mettere ‘ai primi posti’ i poveri implica una corretta logica politica ed economica, che significa “una corretta logica partecipativa capace di valorizzare la società civile locale e internazionale”, in quanto la globalizzazione “va governata con oculata saggezza”, tenendo conto delle “esigenze dei poveri della terra”. Da parte sua, ricorda papa Benedetto XVI, la Dottrina Sociale della Chiesa si è interessata da sempre dei poveri, ricordando che “la Comunità cristiana non mancherà pertanto di assicurare all'intera famiglia umana il proprio sostegno negli slanci di solidarietà creativa non solo per elargire il superfluo, ma soprattutto per cambiare gli stili di vita, i modelli di produzione e di consumo, le strutture consolidate di potere che oggi reggono le società”. Perciò “combattere la povertà è costruire la pace”.
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postato da Simone Baroncia venerdì 2 gennaio 2009
alle ore 21.50.01 in L'altra informazione
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domenica 21 dicembre 2008
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FINI: LA CHIESA NON SI OPPOSE ALLE LEGGI RAZZIALI
Di Baroncia Simone
Durante il suo intervento per commemorare il 70^ anniversario delle leggi antiebraiche e razziste, il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, ha condannato quelle leggi, addossandone la colpa anche al silenzio della Chiesa.
"L'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia delle leggi razziali. C'é da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica”: ha affermato il presidente della Camera dei Deputati, Gianfranco Fini, in un passaggio del suo intervento. Tra queste cause, prosegue il presidente Fini, c'é certamente l'anima razzista che il fascismo rivelò pienamente nel 1938 ma che era comunque già presente nella esasperazione nazionalistica che caratterizzava il regime. E tuttavia, per Fini, "l'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia. C'é da chiedersi perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo, da parte della Chiesa cattolica… Ricostruire con rigore la vergogna delle Leggi razziali, guardare senza reticenza dentro l'anima italiana non serve soltanto per raccontare il passato nella sua completezza. Serve anche e soprattutto a preservare il nostro popolo dal rischio di tollerare in futuro, tra inerzia e conformismo, altre possibili infamie contro l'umanità”. A queste affermazioni risponde, interrogato dall’agenzia Sir, il prof. Agostino Giovagnoli, docente di storia contemporanea all’Università Cattolica: “Le dimensioni della tragedia seguita alla promulgazione delle leggi razziali costituiscono ancora una ferita aperta di fronte alla coscienza di tutti e continuano a porre l’interrogativo se si sia fatto abbastanza per contrastarle, ma non vedo ragione alcuna per muovere accuse alla Chiesa, che anzi condannò apertamente e con assoluta fermezza la legislazione antiebraica. Il segno di dissenso da parte della Chiesa fu molto forte. È noto a tutti che Pio XI prese posizione contro le leggi razziali esponendosi in prima persona con discorsi molto duri e dando luogo nel luglio 1938 ad uno scontro aperto con Mussolini... Pio XI fu volutamente aspro accusando gli italiani di seguire i tedeschi su una strada sbagliata”. Memorabile, conclude lo storico, anche “la dura omelia contro le leggi razziali del card. Schuster, allora arcivescovo di Milano, su richiesta del Papa stesso”. Anche lo storico Philippe Chenaux, docente di storia contemporanea e storia della Chiesa alla Pontificia Università Lateranense di Roma, interviene in merito all’atteggiamento della Chiesa all’epoca del fascismo: “Pio XI non ha mai cessato di condannare il razzismo e l’antisemitismo negli ultimi mesi del suo pontificato. E’ famosa e nota la sua dichiarazione del settembre 1938 quando affermò: ‘Noi tutti siamo spiritualmente dei semiti’ e questo era indubbiamente un accenno chiaro alla leggi razziali italiane emanate dal governo fascista… L’antisemitismo fu una delle maggiori preoccupazioni negli ultimi mesi della sua vita e questo lo si vede molto chiaramente nei documenti d’archivio che sono aperti alla consultazione, in modo particolare nelle sue conversazioni private con mons. Tardini nell’ottobre del ‘38 in relazione con le leggi razziali, che considerava una infamia. In tali conversazioni private dice che ‘si vergogna di essere italiano’, vedendo queste leggi contro gli ebrei. Afferma anche che le stesse leggi sono ‘vergognose per l’Italia’”. Anche la precisazione dell’Osservatore Romano non si è fatta attendere, qualificando come frutto di un ‘meschino opportunismo politico’, le dichiarazioni circa l'atteggiamento della Chiesa di fronte alle leggi razziali emanate nel 1938 in Italia: “Di certo, sorprende e amareggia il fatto che uno degli eredi politici del fascismo - che dell'infamia delle leggi razziali fu unico responsabile e dal quale pure da tempo egli vuole lodevolmente prendere le distanze - chiami ora in causa la Chiesa cattolica. Dimostrando approssimazione storica e meschino opportunismo politico”. La riflessione del presidente Fini appare non basata su documenti storici, in quanto le ultime ricerche hanno appurato che la Chiesa combatté con tutte le sue forze l’ideologia fascista e nazista e per questo molti cattolici furono perseguitati ed uccisi. Forse il presidente ha usato questo linguaggio per poter scaricare le coscienze di chi a 70 anni di distanza ancora non vuole riconoscere le responsabilità di un regime che ha provocato milioni di morti.
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postato da Simone Baroncia domenica 21 dicembre 2008
alle ore 23.20.15 in L'altra informazione
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giovedì 18 dicembre 2008
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DIRITTI AI CANI: HANNO UN’ANIMA
Di Baroncia Simone
Alcune settimane orsono è comparsa una dichiarazione del sottosegretario alla Salute, on. Francesca Martini, che in questo momento di crisi può lasciare allibiti: “Un tempo, anche delle donne si diceva non avessero un’ anima. Ebbene, un giorno apparirà evidente che non solo uomini e donne, ma anche i nostri amici animali hanno un’ anima. Nell’attesa, faremo in modo che i cani possano essere seppelliti in un luogo pubblico”. Da questa argomentazione la sottosegretaria ha tirato anche una deduzione; l’istituzione della mutua per i cani poveri: “Non è giusto che solo i ricchi possano permettersi un cane. C’è una proposta bipartisan, appoggiata anche da sinistra, per dare alle persone sole e alle famiglie disagiate pacchetti sanitari gratuiti per la salute dei loro piccoli amici”. Insomma una mutua anche per cani! La battuta sarebbe molto facile ed io mi astengo. Ma una riflessione sorge in me, giovane madre: il cane (con tutto il rispetto dovuto per gli animali che sono all’ oscuro di queste disquisizioni filosofiche-teologiche e sanitarie) è più importante del bambino. Quando vado all’ospedale devo pagare ticket costosi per le visite del bambino, ma, suvvia, ai cani è giusto fornire cure mediche gratuite. E’ necessario, perché -prosegue la sottosegretaria: “Cani addestrati da millenni a difendere li territorio, cioè la casa, e il padrone”. Ha ben ragione: il cane ci difende, mentre il bambino va difeso. E’ una rivoluzione copernicana! Poi è poca importanza se in questo periodo di crisi le famiglie perdono il lavoro e le giovani coppie non lo riescono a trovare; è poca cosa se le famiglie non riescono ad arrivare con il loro stipendio a metà mese, perché sono attanagliate dai mutui. E’ cosa irrilevante se il costo delle case è irraggiungibile per una onesta famiglia italiana. E’ altrettanto poca cosa se nella finanziaria e nei bilanci locali alla famiglia tocca solo le briciole, che una volta si davano ai cani. Ora le briciole si danno alle famiglie. Infatti basta vedere cosa prevede la legge 133/2008 per le famiglie con persone con disabilità; per esempio il diritto alla maggiorazione a 1000 € non viene riconosciuta se il portatore di handicap non sia il figlio a carico. Me se cerchiamo di addentrarci nello specifico scopriamo che il Bonus per famiglie a basso reddito è destinato all’82% a famiglie di uno o due componenti (quindi nella generalità senza figli) e con redditi doppi rispetto alla soglia di povertà. Dai dati forniti nei giorni scorsi dal ‘Sole 24 Ore’, risulta infatti che 6,5 milioni di famiglie con uno o due componenti e con soglie di reddito doppie rispetto alla soglia della povertà relativa indicata dall’ISTAT, usufruiranno della grossa fetta (1,6) dei 2,4 miliardi di euro (esattamente: 2.313.450.000 €) destinati dal Bonus straordinario, mentre la famiglie con figli staranno ancora a guardare, a meno che non siano estremamente povere. Ed anche per quanto riguarda la ‘social card’ si lascia solo briciole a poche famiglie con bambini sotto i 3 anni, visti i limiti di redditi bassissimi (6.000 € di ISEE) previsti per quest’ultimi. Infine il costo effettivo della social card è circa 50 centesimi a pezzo (costo fornito dagli emittenti); il circuito di pagamento chiede una percentuale all'esercente, che in media è circa del 2% del pagamento stesso; ed infine per quanto riguarda la ricarica, le commissioni normalmente applicate dalle Poste ammontano a 1 euro a ricarica. Tirando le somme, senza considerare i costi delle lettere inviate agli italiani (ancora una volte le Poste ringraziano), circa 7,5 milioni di euro si perdono lungo il tragitto che porta i 40 euro al mese nelle tasche delle famiglie. Invece bastava poco per rendere giustizia alla famiglia, attraverso l’introduzione il Basic Income Family, (Reddito Familiare di Base) che è la tassazione calcolata sul reddito disponibile, deducendo le spese per il mantenimento delle persone a carico. Ancora una volta non si capisce perché la politica italiana voglia aiutare chi ha gli animali e se la può cavare, non avendo carichi familiari da sostenere, e si continui ad ignorare il grido di aiuto di chi non ce la fa ad adempiere ai propri compiti di cura, cioè la famiglia. |
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postato da Simone Baroncia giovedì 18 dicembre 2008
alle ore 17.09.59 in L'altra informazione
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domenica 7 dicembre 2008
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FAMIGLIA SCUOLA DI TENEREZZA
Nella preadolescenza inizia una nuova fase di transizione che porta i ragazzi dalla dipendenza del contesto familiare ad una maggiore autonomia relazionale ed affettiva. Il preadolescente si trova nella condizione di chi cerca di superare una struttura infantile, senza allontanarsene troppo per paura di perdere le sicurezze che si è costruito precedentemente. Quindi, ha detto il prof. Domenico Simeone -docente di pedagogia generale all’Università di Macerata, durante il primo incontro di formazione familiare organizzato presso la parrocchia ‘Santa Famiglia’ di Tolentino- che gli adulti devono saper testimoniare la bellezza del vivere in famiglia: “Credo che la famiglia debba testimoniare la bellezza di una vita che cresce e stabilisce relazioni con gli altri; testimoniare la bellezza di una vita che sa scambiare cose preziose con gli altri. Questo non impedisce purtroppo che ci siano famiglie in difficoltà, che hanno bisogno di aiuto e di sostegno. Però credo che anche da questo punto di vista le famiglie possano essere risorsa per altre famiglie”. La famiglia è una rete di relazioni, che ha la capacità di creare nuovi rapporti d’amore e una originale capacità di cura. In base a questi due assunti, che chiariscono cosa sia la famiglia, il compito del genitore è rendere credibile il futuro al giovane, che purtroppo è schiacciato sul tempo presente, ed aiutarlo a compiere le scelte in modo consapevole: “Oggi educare in famiglia significa recuperare il desiderio dei genitori di far crescere le nuove generazioni; di testimoniare ai giovani la possibilità di costruire la propria vita e di stabilire rapporti significativi con gli altri. Sostanzialmente imparare ad amare”. La famiglia, ha ribadito il prof. Simeone, è un luogo di liberazione da tutti i modelli che la società impone; la famiglia deve diventare anche un luogo dove il giovane impara a compiere un viaggio, un ‘esodo’, per incontrare il volto dell’altro, in quanto l’amore è una relazione trasformativa: la famiglia deve diventare una ‘scuola di tenerezza’, se non vuole correre il rischio di elemosinare modelli televisivi. Quindi la famiglia è una risorsa da mettere a frutto. Come educare i giovani alla famiglia? “Oggi forse la famiglia non è più molto di moda. I giovani, a volte, hanno un po’ paura a prendere le decisioni, che vengono vissute come irreversibili. Credo innanzitutto che i genitori possano testimoniare con la loro relazione la bellezza del vivere in famiglia e possano poi accompagnare i giovani in quel processo che va dall’innamoramento all’amore, a scoprire la bellezza dell’incontro con l’altro”. Il secondo appuntamento di questo percorso educativo è fissato per mercoledì 10 dicembre alle ore 21,15 con il prof. Roberto Mancini, ordinario di filosofia teoretica all’università di Macerata, direttore della scuola di pace della provincia di Lucca e del comune di Senigallia e collaboratore del mensile ‘Altreconomia’, sul tema ‘Educare alla buona reciprocità: giovani ed adulti in dialogo’. Educare alla buona reciprocità significa riconoscere all’altro, che è in relazione, la possibilità di confrontarsi apertamente riconoscendogli anche la libertà di sbagliare. Attraverso la relazione della buona reciprocità si innesca un processo positivo in grado di promuovere un vero cambiamento.
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postato da Simone Baroncia domenica 7 dicembre 2008
alle ore 23.20.46 in L'altra informazione
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venerdì 5 dicembre 2008
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CINEMA21 - Il buio nell'anima
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tratto da: www.cinematografo.it
Trama: Erica Bain è stata per anni la voce delle strade di New York attraverso la sua rubrica radiofonica "Streetwalker". Tuttavia, una notte infausta, le strade da lei tanto amate si trasformano nel suo peggiore incubo: al ritorno da una bella serata passata con il suo compagno Dave, i due vengono aggrediti da un gruppo di sbandati, lui muore e lei resta gravemente ferita. La polizia brancola nel buio e non riesce a trovare i responsabili così, col passare del tempo, le ferite visibili sul corpo di Erica si rimarginano, ma quelle invisibili della sua anima restano aperte, si fanno sempre più dolorose, e la paura si trasforma in una rabbia cieca che la porta a diventare una spietata vendicatrice armata di pistola. Le imprese del misterioso 'vigilante' attirano ben presto l'interesse della polizia e il detective Sean Mercer viene incaricato di indagare sulla sua identità, mentre per Erica ha inizio una crisi di coscienza che la porterà a domandarsi se stia effettivamente facendo la cosa giusta.
Note - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 PER LA MIGLIOR ATTRICE PROTAGONISTA DI FILM DRAMMATICO.
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postato da Francesco Ciarapica venerdì 5 dicembre 2008
alle ore 21.07.00 in Cinema
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| Cinema |
sabato 29 novembre 2008
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CINEMA21 - Carlito's way
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tratto da: www.cinematografo.it
Trama: Carlito Brigante (Al Pacino), è stato uno dei grandi boss della droga a New York, ma dopo aver passato cinque anni in prigione è convinto che i suoi giorni nella malavita siano contati. Decide perciò di ritirarsi. Carlito ritrova Gail e, in attesa di poter fare abbastanza grana per ritirarsi in un'isola delle Bermuda, decide di investire i suoi soldi in un nightclub: il Club Paradise. Paradossalmente, le grane grosse arrivano proprio da Kleinfeld, avvocato cocainomane e corrotto, a cui Carlito è legato da un codice d'onore. Questi ha soffiato un milione di dollari a Tony Taglialucci, un capo della mafia italiana finito in galera, che glielo aveva affidato per corrompere un testimone chiave nel processo a suo carico. Taglialucci viene così condannato a trent'anni di galera e giura di uccidere Kleinfeld se non lo aiuta ad evadere. L'avvocato chiede a Carlito il suo aiuto.
Note - COLONNA SONORA: SONY EPIC. - REVISIONE MINISTERO DICEMBRE 1993.
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postato da Francesco Ciarapica sabato 29 novembre 2008
alle ore 15.57.39 in Cinema
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sabato 29 novembre 2008
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CINEMA21 - The Illusionist
per vedere i commenti al film collegati a: Yahoo Group CGSCINEMA
tratto da: www.cinematografo.it
Trama: Il mago illusionista Eisenheim è diventato celebre per le sue spettacolari performances nei teatri di Vienna. Il Principe ereditario Leopold, incuriosito dal successo e dal mistero che circondano il mago, ma convinto che si tratti di un truffatore, mette alle sue calcagna il Capo Ispettore Uhl, un uomo ligio al dovere ma appassionato di magia e illusionismo. Una sera, mentre assiste ad uno degli spettacoli di Eisenheim, alla richiesta di un volontario da parte del mago, Leopold manda sul palco la sua fidanzata, Sophie von Teschen. Eisenheim riconosce l'"assistente" al primo sguardo. I due, infatti, sono stati compagni di giochi durante l'infanzia e tra loro era nato un sentimento più forte dell'amicizia sopito nel tempo e risvegliatosi prepotentemente al loro incontro. Il principe, geloso dell'amata e sempre più convinto a smascherare Eisenheim come truffatore, intensifica le indagini sul mago che, a sua volta, sta per mettere in atto la sua più grande illusione.
Note - CANDIDATO ALL'OSCAR 2007 PER LA MIGLIOR FOTOGRAFIA.
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postato da Francesco Ciarapica sabato 29 novembre 2008
alle ore 15.53.50 in Cinema
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giovedì 20 novembre 2008
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A TOLENTINO INCONTRI PER LA FAMIGLIA
Nel 2007 le separazioni sono state 80.407 e i divorzi 49.534. Entrambi gli eventi sono notevolmente aumentati nell'ultimo decennio: rispetto al 1997 le separazioni hanno avuto un incremento del 39,7% e i divorzi del 51,4%. da Simone Baroncia Rispetto all'anno precedente, nel 2007 le separazioni diminuiscono del 2,3%, confermando la flessione del fenomeno già osservata nel 2006 (-1,1% rispetto al 2005), mentre i divorzi continuano a crescere (+5,3%). Nel 2007 si sono conclusi in modo consensuale 68.820 procedimenti di separazione (pari all'85,6% del totale delle separazioni) e 39.012 di divorzio (78,8%).
“Il Vangelo delle nozze di Cana ci conferma ancor più nella necessità di investire sulla famiglia, di fare della famiglia la vera protagonista della vita ecclesiale e sociale. Potremmo parafrasare il commento conclusivo dell’evangelista Giovanni dicendo che nella famiglia dove scorre il vino nuovo Gesù compie continuamente miracoli, manifesta la sua gloria e suscita la fede”. Partendo da questa intuizione del vescovo di Macerata, mons. Claudio Giuliodori, nella giornata di apertura dell’anno pastorale 2008-2009, la parrocchia ‘Santa Famiglia’ di Tolentino, in collaborazione con l’ Azione Cattolica Italiana, le ACLI ed il CGS ‘V. Bachelet’, apre un luogo di confronto per la famiglia in cui giovani ed adulti, genitori e figli, possono incontrarsi e confrontarsi, in quanto “la solidità del nucleo familiare è una risorsa determinante per la qualità della convivenza sociale, perciò la comunità civile non può restare indifferente di fronte alle tendenze disgregatrici che minano alla base i suoi pilastri portanti…”, recita il Compendio della Dottrina Sociale. Quindi un luogo aperto di confronto tra giovani ed adulti alla scoperta di uno sguardo che ci fa sentire comunità viva, guidato da due professori dell’Università di Macerata. Martedì 25 novembre alle ore 21.15, presso i locali della parrocchia sita in viale Trento e Trieste, il prof. Domenico Simeone, docente di Pedagogia Generale presso l’ università di Macerata e membro del consiglio direttivo del Centro Studi Pedagogici sulla Vita Matrimoniale e Familiare dell’ Università Cattolica di Milano, guiderà il tema: ‘Educare alla familiarità: giovani e adulti in cammino’, in quanto i due soggetti per essere famiglia devono compiere un viaggio comune, perché il viaggio spinge ad uscire da sé per incontrare l’ altro. E’ attraverso questo viaggio insieme che il genitore ed il figlio scoprono di appartenere alla famiglia, protesi nell’ apertura alla città ed al mondo. Il secondo appuntamento è fissato per mercoledì 10 dicembre alle ore 21,15 con il prof. Roberto Mancini, ordinario di filosofia teoretica all’ università di Macerata, direttore della scuola di pace della provincia di Lucca e del comune di Senigallia, direttore della collana ‘Orizzonte filosofico’ della casa editrice Cittadella di Assisi e collaboratore del mensile ‘Altreconomia’, sul tema ‘Educare alla buona reciprocità: giovani ed adulti in dialogo’. Educare alla buona reciprocità significa riconoscere all’altro, che è in relazione, la possibilità di confrontarsi apertamente riconoscendogli anche la libertà di sbagliare. Attraverso la relazione della buona reciprocità si innesca un processo positivo in grado di promuovere un vero cambiamento. Il filo conduttore che fa da legame ai due incontri è un invito alla scoperta del volto familiare, che è fondamentale nel rapporto con le agenzie educative, specialmente con la scuola.
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postato da Simone Baroncia giovedì 20 novembre 2008
alle ore 22.27.42 in L'altra informazione
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giovedì 20 novembre 2008
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A TOLENTINO INCONTRI PER LA FAMIGLIA
Di Baroncia Simone
Nel 2007 le separazioni sono state 80.407 e i divorzi 49.534. Entrambi gli eventi sono notevolmente aumentati nell'ultimo decennio: rispetto al 1997 le separazioni hanno avuto un incremento del 39,7% e i divorzi del 51,4%. da Simone Baroncia Rispetto all'anno precedente, nel 2007 le separazioni diminuiscono del 2,3%, confermando la flessione del fenomeno già osservata nel 2006 (-1,1% rispetto al 2005), mentre i divorzi continuano a crescere (+5,3%). Nel 2007 si sono conclusi in modo consensuale 68.820 procedimenti di separazione (pari all'85,6% del totale delle separazioni) e 39.012 di divorzio (78,8%).
“Il Vangelo delle nozze di Cana ci conferma ancor più nella necessità di investire sulla famiglia, di fare della famiglia la vera protagonista della vita ecclesiale e sociale. Potremmo parafrasare il commento conclusivo dell’evangelista Giovanni dicendo che nella famiglia dove scorre il vino nuovo Gesù compie continuamente miracoli, manifesta la sua gloria e suscita la fede”. Partendo da questa intuizione del vescovo di Macerata, mons. Claudio Giuliodori, nella giornata di apertura dell’anno pastorale 2008-2009, la parrocchia ‘Santa Famiglia’ di Tolentino, in collaborazione con l’ Azione Cattolica Italiana, le ACLI ed il CGS ‘V. Bachelet’, apre un luogo di confronto per la famiglia in cui giovani ed adulti, genitori e figli, possono incontrarsi e confrontarsi, in quanto “la solidità del nucleo familiare è una risorsa determinante per la qualità della convivenza sociale, perciò la comunità civile non può restare indifferente di fronte alle tendenze disgregatrici che minano alla base i suoi pilastri portanti…”, recita il Compendio della Dottrina Sociale. Quindi un luogo aperto di confronto guidato da due professori dell’ Università di Macerata. Martedì 25 novembre alle ore 21.15, presso i locali della parrocchia sita in viale Trento e Trieste, il prof. Domenico Simeone, docente di Pedagogia Generale presso l’ università di Macerata e membro del consiglio direttivo del Centro Studi Pedagogici sulla Vita Matrimoniale e Familiare dell’ Università Cattolica di Milano, guiderà il tema: ‘Educare alla familiarità: giovani e adulti in cammino’, in quanto i due soggetti per essere famiglia devono compiere un viaggio comune, perché il viaggio spinge ad uscire da sé per incontrare l’ altro. E’ attraverso questo viaggio insieme che il genitore ed il figlio scoprono di appartenere alla famiglia, protesi nell’ apertura alla città ed al mondo. Il secondo appuntamento è fissato per mercoledì 10 dicembre alle ore 21,15 con il prof. Roberto Mancini, ordinario di filosofia teoretica all’ università di Macerata, direttore della scuola di pace della provincia di Lucca e del comune di Senigallia, direttore della collana ‘Orizzonte filosofico’ della casa editrice Cittadella di Assisi e collaboratore del mensile ‘Altreconomia’, sul tema ‘Educare alla buona reciprocità: giovani ed adulti in dialogo’. Educare alla buona reciprocità significa riconoscere all’altro, che è in relazione, la possibilità di confrontarsi apertamente riconoscendogli anche la libertà di sbagliare. Attraverso la relazione della buona reciprocità si innesca un processo positivo in grado di promuovere un vero cambiamento. Il filo conduttore che fa da legame ai due incontri è un invito alla scoperta del volto familiare, che è fondamentale nel rapporto con le agenzie educative, specialmente con la scuola.
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postato da Simone Baroncia giovedì 20 novembre 2008
alle ore 22.23.47 in L'altra informazione
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lunedì 10 novembre 2008
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CINEMA21 - Persepolis
per vedere i commenti al film collegati a: Yahoo Group CGSCINEMA
tratto da: www.cinematografo.it
Trama: Teheran. La piccola Marjane, a 9 anni ha già sviluppato un carattere ribelle e anticonformista che le fa rifiutare le rigide regole della società iraniana. Preoccupati per l'incolumità della figlia, i genitori di Marjane, quando lei compie 14 anni, decidono di mandarla a studiare in Austria. L'esperienza austriaca è per Marjane piuttosto traumatica a causa della sua identificazione, agli occhi degli altri, proprio con quel mondo fatto di estremismo e fondamentalismo religioso cui lei si è ribellata. Alla fine della scuola, dopo una serie di forti delusioni, il richiamo verso le sue radici e la sua famiglia la spinge a tornare in Iran. Tuttavia, anche il reinserimento a Teheran si dimostra piuttosto difficile e Marjane continua a portare avanti la sua battaglia contro l'ipocrisia della società iraniana di cui è testimone fino ad arrivare alle difficile scelta di abbandonare il suo paese per trasferirsi in Francia, dove poter condurre finalmente una vita senza vincoli e regole, senza però rinnegare il suo essere iraniana.
Note - VOCI DELLA VERSIONE ORIGINALE: CHIARA MASTROIANNI (MARJANE), CATHERINE DENEUVE (TADJI, LA MADRE), DANIELLE DARRIEUX (NONNA), SIMON ABKARIAN (EBI, IL PADRE), FRANÇOIS JEROSME (ZIO ANOUCHE), GENA ROWLANDS, TILLY MANDELBROT. - VOCI DELLA VERSIONE ITALIANA: PAOLA CORTELLESI (MARJANE SATRAPI), LICIA MAGLIETTA (TADJI SATRAPI, LA MADRE), SERGIO CASTELLITTO (EDI SATRAPI, IL PADRE), ANGELICA BOLOGNESI (MARJANE DA PICCOLA), MIRANDA BONANSEA (LA NONNA), ANGELO MAGGI (ANOUCHE). - PREMIO DELLA GIURIA (EX-AEQUO CON "STELLET LICHT" DI CARLOS REYGADAS) AL 60MO FESTIVAL DI CANNES (2007). - CANDIDATO AL GOLDEN GLOBE 2008 COME MIGLIOR FILM STRANIERO. - CANDIDATO ALL'OSCAR 2008 COME MIGLIOR FILM D'ANIMAZIONE. - CANDIDATO AL NASTRO D'ARGENTO 2008 COME MIGLIOR FILM EUROPEO.
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postato da Francesco Ciarapica lunedì 10 novembre 2008
alle ore 23.36.29 in Cinema
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