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Alfred Noyes - Loreena McKennit

Alfred Noyes - Loreena McKennit "The Highwayman, Il Bandito"

Una sezione della letteratura inglese che trovo divertente è quella delle “ballate”.
Si tratta di un genere di poesie anonime, solitamente trasmesse oralmente, che in Inghilterra si è diffuso nel periodo tra il 1200 ed il 1700. Chiaramente, essendo tramandate solo sotto forma di racconto a voce o canto, le modifiche erano inevitabili e degli originali non c’è più alcuna traccia. I primi poeti britannici che decisero di mettere per iscritto le ballate più note incontrarono proprio questa difficoltà: della stessa erano ricordate più versioni ed era impossibile indovinare da quale avessero avuto origine le altre!
Personalmente, trovo questa situazione molto affascinante. Se la mia vita si fosse svolta il quel periodo, avrei desiderato essere un cantastorie e, se non mi fosse stato possibile, credo che avrei fatto di tutto per ascoltarne uno, quando avesse attraversato il mio villaggio!
Una “ballata” è un racconto in versi, di solito musicato, spesso completo di ritornello. Si tratta in genere di una semplice trama, con un evento culminante descritto in modo coinvolgente. Un racconto che sicuramente tutti conoscono, forse non sapendo che trae le proprie origini proprio da una serie di ballate, è quello di Robin Hood: il fuorilegge che rubava ai ricchi per donare ai poveri. Dopo tanto discutere, è ancora dubbio se si tratti di una figura realmente esistita o sia semplicemente un personaggio scaturito dalla fantasia e dalle speranze dei popolani oppressi.
Nei tempi recenti, con il diffondersi di un rinnovato amore per il periodo medioevale e tutto quello che di caratteristico porta con sé, è rinato un certo interesse per la ballata, soprattutto in ambito musicale.
Nel 1997, la cantante Loreena McKennitt ha cantato “The Highwayman” (“Il Bandito”), ballata che potete ascoltare all’interno del suo album “The Book of Secrets”.
La versione originale di questa canzone è una ballata scritta nel 1906 da un poeta inglese, Alfred Noyes, nato verso la fine del 1800 e morto a metà del 1900. Non si tratta di un nome molto celebre, eppure ha scritto molto tra poesie, racconti e romanzi.
“The Highwayman” resta la sua opera più nota ed è il racconto in rima di un amore sfortunato tra “il Bandito” e Bess, la figlia di un locandiere.
C’è Tim, lo stalliere della locanda, che è innamorato della bella Bess dai lunghi capelli neri. Bess però non lo ricambia, totalmente rapita dall’affascinante ed elegante “Bandito”.
Una sera Tim origlia una conversazione tra i due e viene a sapere che il “Bandito” tornerà con il bottino il giorno seguente. Decide quindi di vendicarsi per il proprio amore non corrisposto ed avvisa gli uomini di Re Giorgio.
Le guardie reali non si fanno attendere: giungono presto alla locanda, dove si riempiono di birra e maltrattano Bess, lasciandola infine legata strettamente e minacciata dalla canna di un moschetto.
Disperata, lei tenta in ogni modo di liberarsi, ma senza successo.
Quando, ormai calata la notte, sente il rumore degli zoccoli del cavallo del suo amore avvicinarsi, cerca il modo di avvertirlo dell’imboscata e l’unico modo che trova è far scattare il grilletto del moschetto: il rumore dello sparo metterà in guardia il “Bandito”.
Con questo gesto, però, Bess si toglie la vita e, quando il “Bandito” viene a saperlo, folle di dolore e di rabbia torna sui propri passi, per fare purtroppo la stessa fine di Bess: gli uomini del Re lo trovano e lo uccidono.
Le strofe finali della ballata sono molto evocative e parlano di una presenza che torna e ritorna nei pressi della locanda: è il “Bandito” alla ricerca della sua amata:
E ancora dicon che una notte d'inverno quando il vento squassa gli alberi,
Quando la luna è un galeone spettrale sbattuto su mari di nubi,
Quando la strada è un nastro di chiardiluna sulla brughiera purpurea
Dicon che un bandito di strada a cavallo,
a cavallo, a cavallo
Che un bandito di strada arrivi a cavallo fino alla porta della vecchia locanda.

Sui ciottoli scalpita nel buio cortile della locanda,
E bussa col suo frustino agli scuri, ma tutto è chiuso e tangato;
Fischia un'aria alla finestra, e chi vi sta a aspettare
Se non la figlia occhineri del padrone,
Bess, la figlia del padrone,
Che intreccia un vermiglio nodo d'amore nei suoi lunghi capelli neri.
La versione musicata e cantata da Loreena McKennit salta qualche verso, rispetto all’originale letterario di Alfred Noyes, ma penso valga la pena ascoltare la canzone: ricorda atmosfere medioevali e vagamente celtiche (del resto, la cantante ha origini scozzesi ed irlandesi) ed è una breve favola, triste e romantica.

Questo è il link al quale potete trovare sia la versione inglese, sia la traduzione in italiano del poema di Alfred Noyes:
http://www.prato.linux.it/~lmasetti/antiwarsongs/canzone.php?lang=it&id=7152



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"L’Arte è un territorio vastissimo, in cui la Letteratura rappresenta solo un Regno. La Letteratura Inglese può essere vissuta come una piccola Contea, attraverso cui viaggiare e sostare per assaporare, magari davanti ad una classica tazza di Tè, qualche pagina di un vecchio libro che, magicamente, prenderà vita e farà vibrare la nostra anima, parlando al nostro cuore da un’altra terra e da un altro tempo." di Chiara De Giorgi

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