Il sito www.cgsbachelet.org utilizza cookies tecnici e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze. Se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente. Scopri l'informativa e come negare il consenso. Si evidenzia che, laddove non venga effettuata alcuna scelta e si decida di proseguire comunque con la navigazione all’interno del presente sito web, si acconsente all’uso di tali cookie.    OK, CHIUDI.

Facebook Twetter UstreamTV Youtube rss
Voce agli attori....

 

La visita della vecchia signora

di Friedrich Dürrenmatt


Voce agli attori....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Genny - la regista

Il testo dürrenmattiano è stato riadattato per la compagnia da Sauro Savelli, già regista degli spettacoli allestiti precedentemente. Nel cast ritroviamo elementi presenti in compagnia già da qualche anno insieme ad alcuni nuovi arrivati.

L’impresa registica è ardua.

Alla difficoltà di gestire un gruppo di ben 25 attori, si aggiungono la complessità del testo e l’aspetto poliedrico dei personaggi. Dall’atmosfera quasi surreale della scena al pubblico debbono arrivare messaggi ‘tragici’ filtrati da un apparente velo di comicità, che, se resa nel modo giusto, dovrà suscitare nello spettatore una specie di riso strozzato, più demistificatorio che sincero, in quanto risultante da una amara riflessione sulla fragilità umana che, tramite i personaggi, coinvolge ognuno di noi.

A questo punto arriva l’altro grosso incaglio: i personaggi, appunto. L’umanità impoverita degli abitanti di Güllen, che inizialmente suscita pietà, con l’avanzare della vicenda rivela tutta la sua ipocrisia. Questa coinvolge ogni ambito sociale: il Borgomastro, il Parroco, la Preside, il Poliziotto, il Medico, tutti i cittadini, compresi i familiari del povero Ill, si rendono carnefici, per il semplice fatto di non saper dire “no” alla crudele proposta della vecchia Signora.

Il male si insinua nella piccola amena cittadina nell’aspetto ancor più terrificante dell’omissione. Il grottesco dei personaggi sta nel contrasto tra la patina illusoria di normalità e candore dei loro atteggiamenti e le reali intenzioni che dietro questa si nascondono. L’omicidio diventa necessario, in quanto mezzo di espiazione per Ill e per gli altri espediente attraverso il quale l’economia cittadina potrà rifiorire. L’immagine di Ill resta in bilico tra quella del traditore spietato e quella della vittima sacrificale e colei che ha ordinato il sacrificio, la vecchia Clara Zachanassian, novella Medea, assumendo le vesti del Fato, attraverso la Morte ristabilisce l’equilibrio spezzato tanti anni prima dall’uomo che aveva infranto i suoi sogni. Di fronte al suo destino, Ill può soltanto arrendersi, umanamente ed eroicamente allo stesso tempo, rivelandosi così, in tutta quella situazione paradossale, l’unico personaggio “vero”, la cui sincerità di sentimenti disarma e sconcerta coloro che lo circondano perché li pone di fronte alle loro colpe orrende.


Valeria – la Pittrice

Questa commedia mostra come la povertà porti gli uomini a farsi accecare dal denaro, spingendoli a sacrificare la vita di un loro amato concittadino per poter ritrovare quel benessere che col tempo hanno perduto. Il testo mostra anche come l’amore di una donna, di Claretta Wäscher per Ill, si trasforma in odio, e come questo amore, con il passare degli anni non si sia perso, diventando anzi qualcosa di indescrivibile che la porta a comprarsi Ill pur di impadronirsi dell’amore perduto. Anche nella personalità di Clara emerge questa “potenza” del denaro e si identifica in una frase, “il denaro può tutto”, può comprarsi amore, vita e morte.


La pittrice è un personaggio di contorno in questa commedia, esprime come tutti i cittadini la povertà che assale Güllen. Ha una personalità abbastanza cinica e, nonostante si trovi in una situazione disagiata, cerca sempre di mostrare le sue capacità, delle volte mostrando un atteggiamento di superiorità nei confronti dei paesani. È un po’ stravagante, come solitamente negli artisti, ed anche lei si lascia accecare dal denaro della Zachanassian e consegna Ill ad una dura realtà: pagare i conti di una vecchia storia per il benessere di Güllen.

 

Fabio - Alfred Ill

Parlare di Alfred Ill è come parlare della vita intera di un uomo, infatti Durrenmatt non lesina nel parlare della vita del personaggio. Ogni pagina del copione contiene un riferimento al passato o al presente di Ill. Interpretazione assai complessa perché oltre a capire il ruolo durante lo svolgimento della storia, bisogna farsi un idea chiara anche della gioventù di Alfred, della sua maturazione delle sue scelte passate che si riflettono nel presente della vicenda in maniera drammatica. Ancora non completo, il suo tragitto lo muterà minuto dopo minuto in qualcosa che all’inizio neanche immaginava.
Da bigotto e superficiale vecchio, si troverà a fare un viaggio interiore e a combattere con i fantasmi che lui stesso aveva messo a tacere.


Sarà la saggezza dell’età a fargli capire che quello che aveva combinato in passato non meriterebbe perdono e a fargli accettare la condanna finale, “quello che semini raccogli”.
Le parole non riescono a descrivere a pieno la difficoltà nell’interpretare Ill, personaggio completo con tutte le sfaccettature umane possibili. Egli racchiude tutti i vizi e i difetti, le illusioni e le speranze, i sogni e i rimpianti, i rimorsi, i ricordi, l’amicizia, l’amore, l’odio, la rassegnazione.
Non basterebbe una vita per arricchire l’interpretazione.


Inizialmente ho cercato di colmare la lacuna dell’età: interpretando infatti un personaggio molto anziano ho dovuto trovare degli espedienti che mi avvicinassero di più ad Ill, la postura, la voce… Per il carattere e tutti i mutamenti sentimentali ho cercato di scavare il più possibile nella mia interiorità, nelle mie esperienze di vita e di teatro cercando di dare una visione a tutto tondo del personaggio.





Daniele - Il Parroco

Il Parroco di Güllen sono io, Daniele, 30 anni, una laurea in giurisprudenza che non so bene come usare, un lavoro da giornalista volontario che mi piace, ma chiaramente non ci si può campare. Faccio parte del Velario, progetto teatrale del CGS Bachelet di Tolentino dal settembre 2002, come dire dalla sua nascita, e posso dire con orgoglio di aver visto crescere questo gruppo, ma anche di essere cresciuto insieme ad esso. Eh sì, ne è passato di tempo da quel giorno di settembre di tre anni fa quando mi presentai, sbarbatello e timoroso, all’oratorio don Bosco e chiesi del gruppo teatrale; don Jaime non sapeva bene di cosa stessi parlando e quindi a malincuore feci per andarmene via, poi per fortuna incontrai Claudia, la nostra coreografa, e da lì in poi tutto fu più facile.


Non ho mai avuto ruoli banali in tre anni di Velario: ho interpretato la parte del Signore-Maturo-e-Ben-Vestito ne La leggenda del Santo Bevitore, era la prima persone che incontrava Moreno, il protagonista; sono stato un Marcantonio in bermuda e un Pantaleo sfortunato ma diventato una leggenda in tutta Tolentino con il suo “Non ditemi niente!…” ne Il Povero Piero; e ora, dal 25 aprile 2004 ad oggi, in una cavalcata contro il tempo che si concluderà sabato 12 marzo, sono il Parroco di Güllen, la cittadina in cui è ambientata La visita della Vecchia Signora, finora sicuramente il testo più difficile con il quale ci siamo cimentati, ma per noi tutti anche una sorta di esame di maturità. Per affrontare al meglio il compito che mi aspetta ho dovuto prendere delle decisioni importanti anche nella mia vita di “laico”, a Macerata: ho lasciato tutti i gruppi dei quali facevo parte, ho lasciato un lavoro e ne ho iniziato un altro.


Nei miei pensieri il parroco di Güllen doveva essere una persona tutt’altro che rigida, un uomo coraggioso, capace delle sue scelte, che per tanti anni ha atteso che la sua sorte e quella della sua piccola comunità cambiassero e ora finalmente vede all’orizzonte questo cambiamento. Anche adesso che mancano 26 giorni al nostro grande debutto, dopo oltre un anno di assenza dal palcoscenico del Cine Teatro don Bosco, tutti i giorni penso a come darò vita al mio Parroco, se saprò dargli forza, vigore, energia, se saprò reggere al peso della pressione che prima o poi avverti quando sei in scena, sotto i riflettori. Di una cosa sono certo: l’esperienza nel Velario mi ha cambiato la vita, l’ha resa più intensa, più forte, più elettrica, più brillante. Spero che contini sempre così, e con tanta speranza e fiducia guardo al futuro, al prossimo impegno e guardo e penso a tutti i miei amici, che magari quella sera del 12 marzo saranno lì anche per me, per vedere questo Parroco sbarbatello.

 

 

autore: Catia Zacconi  |  venerd 20 gennaio 2012

 

 

 

Chi siamo
Dove siamo
Cos'è il CGS VIttorio Bachelet
Cos'è il CGS cnos/ciofs
Chi è Vittorio Bachelet
Statuto
Direttivo
Progetti
Cinema
Teatro
Letteratura
Musica
Multimedia

Formazione/Animazione
Sostienici
5x1000
Documento di buona causa
Bacheca soci
Detto tra noi
Agenda associativa
Il CGS in Mostra
Moduli progetti
CGS web, come eravamo
Archivio
       
Il CGS online:
Facebook
Twetter 
You Tube
Ustream
Flickr
Feed RSS
Tesseramento Contattaci
Newsletter:

 
       

 

CGS Vittorio Bachelet onlus - Viale Trento e Trieste 15/A, 62029 Tolentino (MC) - C.F. 92006400433 - www.cgsbachelet.org - posta@cgsbachelet.org
Associazione di Volontariato socio-culturale iscritta all'Albo Regionale del Volontariato con Decredo del Dirigente del Servizio Beni e Attività Culturali n. 100/05 

 

Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con
licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

 cookies policy | powered by: ifeelgoodweb