Il sito www.cgsbachelet.org utilizza cookies tecnici e consente l'uso di cookies a "terze parti" che permettono di inviarti informazioni inerenti le tue preferenze. Se non desideri riceverli ti invitiamo a non navigare questo sito ulteriormente. Scopri l'informativa e come negare il consenso. Si evidenzia che, laddove non venga effettuata alcuna scelta e si decida di proseguire comunque con la navigazione all’interno del presente sito web, si acconsente all’uso di tali cookie.    OK, CHIUDI.

Facebook Twetter UstreamTV Youtube rss
50a GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

 

Il Messaggio   versione testuale
Comunicazione e misericordia: un incontro fecondo

Cari fratelli e sorelle,
lAnno Santo della Misericordia ci invita a riflettere sul rapporto tra la comunicazione e la misericordia. In effetti la Chiesa, unita a Cristo, incarnazione vivente di Dio Misericordioso, chiamata a vivere la misericordia quale tratto distintivo di tutto il suo essere e il suo agire. Ci che diciamo e come lo diciamo, ogni parola e ogni gesto dovrebbe poter esprimere la compassione, la tenerezza e il perdono di Dio per tutti. Lamore, per sua natura, comunicazione, conduce ad aprirsi e a non isolarsi. E se il nostro cuore e i nostri gesti sono animati dalla carit, dallamore divino, la nostra comunicazione sar portatrice della forza di Dio.
Siamo chiamati a comunicare da figli di Dio con tutti, senza esclusione. In particolare, proprio del linguaggio e delle azioni della Chiesa trasmettere misericordia, cos da toccare i cuori delle persone e sostenerle nel cammino verso la pienezza della vita, che Ges Cristo, inviato dal Padre, venuto a portare a tutti. Si tratta di accogliere in noi e di diffondere intorno a noi il calore della Chiesa Madre, affinch Ges sia conosciuto e amato; quel calore che d sostanza alle parole della fede e che accende nella predicazione e nella testimonianza la scintilla che le rende vive.
La comunicazione ha il potere di creare ponti, di favorire lincontro e linclusione, arricchendo cos la societ. Com bello vedere persone impegnate a scegliere con cura parole e gesti per superare le incomprensioni, guarire la memoria ferita e costruire pace e armonia. Le parole possono gettare ponti tra le persone, le famiglie, i gruppi sociali, i popoli. E questo sia nellambiente fisico sia in quello digitale. Pertanto, parole e azioni siano tali da aiutarci ad uscire dai circoli viziosi delle condanne e delle vendette, che continuano ad intrappolare gli individui e le nazioni, e che conducono ad esprimersi con messaggi di odio. La parola del cristiano, invece, si propone di far crescere la comunione e, anche quando deve condannare con fermezza il male, cerca di non spezzare mai la relazione e la comunicazione.
Vorrei, dunque, invitare tutte le persone di buona volont a riscoprire il potere della misericordia di sanare le relazioni lacerate e di riportare la pace e larmonia tra le famiglie e nelle comunit. Tutti sappiamo in che modo vecchie ferite e risentimenti trascinati possono intrappolare le persone e impedire loro di comunicare e di riconciliarsi. E questo vale anche per i rapporti tra i popoli. In tutti questi casi la misericordia capace di attivare un nuovo modo di parlare e di dialogare, come ha cos eloquentemente espresso Shakespeare: La misericordia non un obbligo. Scende dal cielo come il refrigerio della pioggia sulla terra. una doppia benedizione: benedice chi la d e chi la riceve (Il mercante di Venezia, Atto IV, Scena I).
E auspicabile che anche il linguaggio della politica e della diplomazia si lasci ispirare dalla misericordia, che nulla d mai per perduto. Faccio appello soprattutto a quanti hanno responsabilit istituzionali, politiche e nel formare lopinione pubblica, affinch siano sempre vigilanti sul modo di esprimersi nei riguardi di chi pensa o agisce diversamente, e anche di chi pu avere sbagliato. facile cedere alla tentazione di sfruttare simili situazioni e alimentare cos le fiamme della sfiducia, della paura, dellodio. Ci vuole invece coraggio per orientare le persone verso processi di riconciliazione, ed proprio tale audacia positiva e creativa che offre vere soluzioni ad antichi conflitti e lopportunit di realizzare una pace duratura. Beati i misericordiosi, perch troveranno misericordia [...] Beati gli operatori di pace, perch saranno chiamati figli di Dio (Mt 5,7.9).
Come vorrei che il nostro modo di comunicare, e anche il nostro servizio di pastori nella Chiesa, non esprimessero mai lorgoglio superbo del trionfo su un nemico, n umiliassero coloro che la mentalit del mondo considera perdenti e da scartare! La misericordia pu aiutare a mitigare le avversit della vita e offrire calore a quanti hanno conosciuto solo la freddezza del giudizio. Lo stile della nostra comunicazione sia tale da superare la logica che separa nettamente i peccatori dai giusti. Noi possiamo e dobbiamo giudicare situazioni di peccato violenza, corruzione, sfruttamento, ecc. ma non possiamo giudicare le persone, perch solo Dio pu leggere in profondit nel loro cuore. nostro compito ammonire chi sbaglia, denunciando la cattiveria e lingiustizia di certi comportamenti, al fine di liberare le vittime e sollevare chi caduto. Il Vangelo di Giovanni ci ricorda che la verit vi far liberi (Gv 8,32). Questa verit , in definitiva, Cristo stesso, la cui mite misericordia la misura della nostra maniera di annunciare la verit e di condannare lingiustizia. nostro precipuo compito affermare la verit con amore (cfr Ef 4,15). Solo parole pronunciate con amore e accompagnate da mitezza e misericordia toccano i cuori di noi peccatori. Parole e gesti duri o moralistici corrono il rischio di alienare ulteriormente coloro che vorremmo condurre alla conversione e alla libert, rafforzando il loro senso di diniego e di difesa.
Alcuni pensano che una visione della societ radicata nella misericordia sia ingiustificatamente idealistica o eccessivamente indulgente. Ma proviamo a ripensare alle nostre prime esperienze di relazione in seno alla famiglia. I genitori ci hanno amato e apprezzato per quello che siamo pi che per le nostre capacit e i nostri successi. I genitori naturalmente vogliono il meglio per i propri figli, ma il loro amore non mai condizionato dal raggiungimento degli obiettivi. La casa paterna il luogo dove sei sempre accolto (cfr Lc 15,11-32). Vorrei incoraggiare tutti a pensare alla societ umana non come ad uno spazio in cui degli estranei competono e cercano di prevalere, ma piuttosto come una casa o una famiglia dove la porta sempre aperta e si cerca di accogliersi a vicenda.
Per questo fondamentale ascoltare. Comunicare significa condividere, e la condivisione richiede lascolto, laccoglienza. Ascoltare molto pi che udire. Ludire riguarda lambito dellinformazione; ascoltare, invece, rimanda a quello della comunicazione, e richiede la vicinanza. Lascolto ci consente di assumere latteggiamento giusto, uscendo dalla tranquilla condizione di spettatori, di utenti, di consumatori. Ascoltare significa anche essere capaci di condividere domande e dubbi, di percorrere un cammino fianco a fianco, di affrancarsi da qualsiasi presunzione di onnipotenza e mettere umilmente le proprie capacit e i propri doni al servizio del bene comune.
Ascoltare non mai facile. A volte pi comodo fingersi sordi. Ascoltare significa prestare attenzione, avere desiderio di comprendere, di dare valore, rispettare, custodire la parola altrui. Nellascolto si consuma una sorta di martirio, un sacrificio di s stessi in cui si rinnova il gesto sacro compiuto da Mos davanti al roveto ardente: togliersi i sandali sulla terra santa dellincontro con laltro che mi parla (cfr Es 3,5). Saper ascoltare una grazia immensa, un dono che bisogna invocare per poi esercitarsi a praticarlo.
Anche e-mail, sms, reti sociali, chat possono essere forme di comunicazione pienamente umane. Non la tecnologia che determina se la comunicazione autentica o meno, ma il cuore delluomo e la sua capacit di usare bene i mezzi a sua disposizione. Le reti sociali sono capaci di favorire le relazioni e di promuovere il bene della societ ma possono anche condurre ad unulteriore polarizzazione e divisione tra le persone e i gruppi. Lambiente digitale una piazza, un luogo di incontro, dove si pu accarezzare o ferire, avere una discussione proficua o un linciaggio morale. Prego che lAnno Giubilare vissuto nella misericordia ci renda pi aperti al dialogo per meglio conoscerci e comprenderci; elimini ogni forma di chiusura e di disprezzo ed espella ogni forma di violenza e di discriminazione (Misericordiae Vultus, 23). Anche in rete si costruisce una vera cittadinanza. Laccesso alle reti digitali comporta una responsabilit per laltro, che non vediamo ma reale, ha la sua dignit che va rispettata. La rete pu essere ben utilizzata per far crescere una societ sana e aperta alla condivisione.
La comunicazione, i suoi luoghi e i suoi strumenti hanno comportato un ampliamento di orizzonti per tante persone. Questo un dono di Dio, ed anche una grande responsabilit. Mi piace definire questo potere della comunicazione come prossimit. Lincontro tra la comunicazione e la misericordia fecondo nella misura in cui genera una prossimit che si prende cura, conforta, guarisce, accompagna e fa festa. In un mondo diviso, frammentato, polarizzato, comunicare con misericordia significa contribuire alla buona, libera e solidale prossimit tra i figli di Dio e fratelli in umanit.

Dal Vaticano, 24 gennaio 2016
FRANCISCUS

Credits

 

Video:

 

 

 

 

autore: Denise Grasselli  |  domenica 13 marzo 2016

 

 

 

Chi siamo
Dove siamo
Cos'è il CGS VIttorio Bachelet
Cos'è il CGS cnos/ciofs
Chi è Vittorio Bachelet
Statuto
Direttivo
Progetti
Cinema
Teatro
Letteratura
Musica
Multimedia

Formazione/Animazione
Sostienici
5x1000
Documento di buona causa
Bacheca soci
Detto tra noi
Agenda associativa
Il CGS in Mostra
Moduli progetti
CGS web, come eravamo
Archivio
       
Il CGS online:
Facebook
Twetter 
You Tube
Ustream
Flickr
Feed RSS
Tesseramento Contattaci
Newsletter:

 
       

 

CGS Vittorio Bachelet onlus - Viale Trento e Trieste 15/A, 62029 Tolentino (MC) - C.F. 92006400433 - www.cgsbachelet.org - posta@cgsbachelet.org
Associazione di Volontariato socio-culturale iscritta all'Albo Regionale del Volontariato con Decredo del Dirigente del Servizio Beni e Attività Culturali n. 100/05 

 

Licenza Creative Commons
Quest' opera è distribuita con
licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Condividi allo stesso modo 3.0 Italia.

 cookies policy | powered by: ifeelgoodweb