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"Si Può FaRe..."
è una manifestazione musicale che nasce dal sogno di pochi amici
che da tempo imprecisato si dedicano all'animazione giovanile
degli oratori di Tolentino.
Una manifestazione musicale creata su misura per i giovani in
risposta al nostro desiderio di aprirci all’esterno, a tutte le
realtà presenti nel territorio, attraverso il canale di
comunicazione a loro più congeniale: la musica, che unisce al di
là delle diversità.
Ci ha spinti il bisogno di dare voce agli adolescenti, offrire
loro l’opportunità di esprimere le potenzialità nascoste facendo
leva su uno dei loro maggiori interessi e passioni. E’, infine, la
diretta conseguenza della mancanza di iniziative centrate sui
giovani, di solito protagonisti passivi degli eventi organizzati
dai “grandi”.
Definirla solo una manifestazione musicale è però riduttivo perché
da semplice esibizione di bands giovanili si è trasformata in uno
spazio di confronto e discussione.
L’edizione del 2002, infatti, si è articolata in due giornate, la
prima aperta da un dibattito sulla situazione giovanile locale con
la partecipazione dei rappresentanti delle diverse agenzie
educative e l’intervento di Ernesto Olivero, fondatore del
SER.MI.G., famoso per il suo impegno nei settori missionario e
giovanile. La seconda e conclusiva, invece, dedicata interamente
alla musica con il concerto dei gruppi partecipanti.
Per l’edizione del 2003, della quale si occupa questa
pubblicazione, abbiamo scelto due “temi” scottanti: Sessualità e
Fede.
Esse sono due dimensioni profonde di ciascuno di noi, che
richiamano la natura relazionale dell’essere umano e la sua
necessaria ricerca dell’altro, ricerca che si manifesta a sua
volta attraverso le due realtà inscindibili di cui l’uomo è fatto.
Da un lato il corpo, indispensabile mezzo di comunicazione con il
mondo sensibile, ed inoltre lo spirito che avvicina l’uomo all’
“totalmente Altro”, che è Dio. La realizzazione e la felicità per
l’uomo consistono proprio nel raggiungimento di questa unità tra
spirito e corpo, lungo un percorso di crescita e maturazione fatto
di difficoltà, domande e risposte incerte.
A maggior ragione questi interrogativi emergono nell’adolescenza,
periodo di trasformazione e di definizione dell’identità corporea
e personale. L’ adolescente istintivamente guarda verso l’alto
alla ricerca di quel Qualcuno che ha creato tutto per afferrare il
senso dell’esistenza. Contemporaneamente si guarda intorno ed
inizia ad allacciare relazioni significative con l’altro sesso,
trovando nell’incontro l’occasione, e per definire se stesso
attraverso gli occhi dell’altro, e per realizzare la propria
persona nell’esperienza del dono reciproco.
Ma come affrontare questi argomenti tanto delicati? Da dove
partire?
Abbiamo deciso di aprirci prima all’ascolto dando voce ai diretti
interessati nella convinzione fosse scorretto e presuntuoso
avvicinarci agli adolescenti con i nostri pregiudizi, partendo da
quello che sapevamo, o meglio credevamo di sapere.
Così abbiamo raccolto le opinioni e i pareri attraverso la
distribuzione di questionari avvenuta all’interno delle scuole
superiori della città e i dati ottenuti sono stati poi oggetto di
discussione delle due serate introduttive di SI PUO’ FARE 2003.
Durante tali serate i ragazzi si sono potuti confrontare con
sacerdoti e laici interessati da vicino a queste tematiche
giovanili.
Ovviamente SI PUO’ FARE 2003 non ha dimenticato le sue origini
musicali, dedicando la giornata conclusiva all’esibizione delle
bands giovanili.
Nelle pagine che seguono troverete i risultati dei questionari
corredati di grafici e tabelle che, vista l’ampiezza del campione
considerato, restituiscono un’immagine abbastanza fedele della
fascia d’età a cui lo stesso questionario si è rivolto. Seguono
poi i contribuiti della dott.ssa Maria Chiara Carulli, medico
sessuologo, di Anna Maria Cacciamani, educatrice e operatore
sociale, dei coniugi Gabriele e Lucia Garbuglia, Di Padre Alfredo
Feretti, appartenente alla congregazione degli “Oblati di Maria
Immacolata e di Don Giacomo Ruggeri, responsabile della pastorale
giovanile di Fano.
Abbiamo interpellato persone con ruoli e competenze diverse per
approfondire con ciascuno di loro aspetti differenti e ricostruire
così la figura del giovane nella sua totalità e complessità. Non
solo, gli interventi sono molteplici anche al fine di raggiungere
quante più persone possibili al di là di specifiche categorie.
Ci teniamo a precisare che tali commenti non si riducono al parere
di esperti, perché i giovani non finiscano col risultare malattie
da diagnosticare o topi da laboratorio su cui fare esperimenti, ma
si inseriscano come risposte all’interno di questo
confronto-dialogo iniziato con gli stessi.
Questa pubblicazione nasce dall’esigenza di serietà, ma anche di
coerenza e di rispetto, perché il lavoro svolto non sia giudicato
una perdita di tempo e le idee emerse dai questionari non vadano
perdute. Lo scopo è che divenga un utile strumento nelle mani di
quanti a diverso titolo si occupano degli adolescenti: scuola,
famiglia, chiesa, singoli, ecc..E ai ragazzi che hanno collaborato
all’inchiesta intendiamo, con la pubblicazione, dimostrare il
nostro interesse per le loro parole e i loro punti di vista: mi
importa quello che dici e ti ringrazio che mi hai voluto parlare.
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