IL POVERO PIERO

di Achille Campanile

www.campanile.it

 

La storia si svolge nel trafficato salotto di casa Davenza dove parenti ed amici arrivano per unirsi al dolore della signora Teresa, da poche ore vedova del suo amato marito, il povero Piero.  Nonostante la volontà testamentaria del morto di dare notizia della sua morte solo dopo le esequie, la casa si fa sempre più affollata e i dialoghi, partendo dalle svariate frasi di circostanza, arrivano a paradossali giochi di parole e scambi di persone che culmineranno in un inaspettato colpo di scena.

 

Una commedia esilarante costruita con un linguaggio perfettamente innescato per far scoppiare fragorose risate, come solo un umorista D.O.C. come Achille Campanile sa fare. Ci sarà da morir dalle risae!

Adattamento e regia:

Sauro Savelli

Locandina

Scarica la presentazione

dello spettacolo in .ppt

(460 kb)

Personaggi e interpreti:

Narratore

Valeria Corvatta

Il signor Osvaldo

Giuliano Palmioli

Il colonnello

Nazareno Bacaloni

Luigi, cognato di Piero

Fabio Bacaloni

Marcantonio, suocero di Piero

Daniele Agnetti

Teresa, moglie di piero

Genny Ceresani

Jone, suocera di Piero

Cinzia Crocenzi

Clelia Ridabella, amica di Teresa

Sonia Pascucci

Angelica, la cameriera

Chiara Ramo

Il signor Domenico

Andrea Crocenzi

L'agente delle pompe funebri

Diego Pinciaroli

Il signor Paolo Demagisti

Moreno Passarini

La sig.ina Lola, fidanzata di Demagisti

Valeria Corvatta

Un operaio della società elettrica

Diego Pinciaroli

La portinaia

Cinzia Calamante

Il Signor Marco Pelaez

Lorenzo Bacaloni

La signora Lucilla Pelaez

Eleonora Buccolini

La signora Celeste

Mara Rapacci

Il signor Piero Davenza

Francesco Paparelli

Il becchino

Davide Ilardi

La signora Elisabetta

Elisabetta Crocenzi

Il signor Pantaleo

Diego Agnetti

 

 

ACHILLE CAMPANILE nasce a Roma nel 1900. Redattore della “Nazione”, del “Travaso” e della “Gazzetta del popolo”, la fama gli deriva dalla sua attività di umorista. Umorista puro nella tradizione di A.Allais, lavora sulla pomposa vacuità delle frasi quotidiane messe in bocca a personaggi grottescamente caratterizzati in una tipologia immutabile e sulla gag che esplode improvvisa da un gioco verbale o da una gratuita fiammata della fantasia. Ne nasce un umorismo allucinato, che dietro le più banali insulsaggini del discorso quotidiano, scopre una realtà disgregata e caotica. Autore di una quarantina di libri tra cui testi narrativi e soprattutto teatrali che anticipano di un quarto di secolo la maniera del primo E. Ionesco. Campanile muore nel 1977.

Achille Campanile

 

Clelia     Una sigaretta?

Paolo     Grazie

Clelia     No, dico: avrebbe da darmela?

Paolo     Mi dispiace, non fumo.

Lola       Se hai sempre fumato!

Paolo     Fumavo. Fino a un’ora fa.

             Ma adesso non fumo più.

Lola       Non m’avevi detto che ti sei tolto

             il vizio.

Paolo     Ti dirò, è una storia curiosa. Avevo, come sai, un dente che mi faceva soffrire le pene dell’inferno, ma non trovavo il coraggio di farlo strappare. Stamani ho detto: “Se trovo questo coraggio, non fumo più”. E, come sai, l’ho trovato.

Jone      Così l’ha perduto.

Paolo     No, l’ho trovato.

Jone      Alludevo al dente.

Paolo     Io al coraggio. Così me lo sono tolto.

Clelia     Il dente.

Paolo     No, il vizio del fumo.

Jone      Ma si è tolto anche il dente.

Lola       Hai fatto bene a toglierlo.

Paolo     Il dente?

Lola       No, il vizio del fumo.

 

 

 

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